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Dario Fo

Dario-FoUno dei massimi esponenti della satira politica italiana è certamente Dario Fo. Attore, blogger, drammaturgo e scenografo, ha vinto nel 1997 il Premio Nobel per la letteratura. I suoi lavori teatrali sono caratterizzati dalle proprietà fondamentali della Commedia dell’arte italiana e sono rappresentati con successo in tutto il mondo; è famoso per i suoi testi teatrali di satira politica e sociale.

Nel 1962, insieme alla moglie Franca Rame, preparò una serie di sketch satirici per il varietà televisivo Canzonissima; la censura intervenne così spesso che abbandonarono la televisione in favore del teatro.

fo-awardNel 1969, Fo portò in scena per la prima volta il Mistero Buffo: lui, unico attore in scena, recitava una rielaborazione di testi antichi, traendone una satira divertente e affilata.

Con l’avvento del secondo governo Berlusconi, Dario Fo si è nuovamente spinto verso una produzione di impegno civile e politico che si è concentrata nella creazione di opere satiriche proprio su Silvio Berlusconi, del quale si affrontano le vicende politiche, giudiziarie ed economiche; della commedia è stata impedita la diffusione televisiva, a causa della querela presentata da Marcello dell’Utri, il quale contestava la citazione di alcune sue vicende giudiziarie all’interno della sceneggiatura.

Le caratteristiche più note delle opere di Dario Fo sono sicuramente l’anticonformismo, l’anticlericalismo, e l’esercizio di una forte critica rivolta, grazie alla satira, alle istituzioni politiche, sociali ed ecclesiastiche, e alla morale comune. La sua costante opposizione a ogni forma di potere lo rende un artista scomodo. Secondo Dario Fo, “la satira è un atto di rifiuto e come tale non può che essere acceso; è una controaggressione che risponde allo smacco del Potere con uno sghignazzo che non può essere elegante. La satira è nata per mettere il re in mutande, per questo il linguaggio della satira non può che essere virulento, sfacciato e insultante.” Il pensiero di Fo è volutamente rivolto alla satira politica, genere che attacca il Potere; secondo lui, l’attore satirico reagisce dal basso ad un discutibile uso del potere imposto dall’alto, e lo fa con uno sghignazzo. Lo sghignazzo a sui si riferisce Fo è l’elemento che distingue la satira dalla critica: la critica è una valutazione negativa ma lucida che comporta l’analisi di un comportamento o di un fatto; la satira invece deride, sbeffeggia, colloca il personaggio pubblico in una dimensione grottesca. La satira non vuole valutare, ma mettere “il re in mutande”, come dice Fo, per questo necessita di un linguaggio che “non può essere elegante”.

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