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Daniele Luttazzi

luttazzibgsfTra i più importanti autori televisivi satirici possiamo ricordare Daniele Luttazzi, pseudonimo di Daniele Fabbri. È un attore, comico, scrittore e musicista italiano; il suo pseudonimo è un omaggio al musicista e attore Lelio Luttazzi. Tra il 1996 e il 1998 comincia a scrivere e a recitare in teatro monologhi comici e raggiunge la popolarità con i personaggi proposti a Mai dire Gol. La prima trasmissione televisiva tutta sua è Barracuda, andata in onda nel 1999 su Italia 1: con questo varietà, Luttazzi introduce in Italia in genere del talk-show notturno inventato in America negli anni Cinquanta. Secondo quanto dichiarato da Luttazzi al Corriere della Sera nel 2003, il programma subisce il controllo Mediaset e una censura dei contenuti, motivo per cui in seguito Luttazzi sarebbe passato in Rai.

adenoidiTra i suoi programmi satirici più famosi ricordiamo Adenoidi, in cui raccoglie testi di monologhi e racconti; tutto il programma può essere considerato un grande monologo sulla libertà di espressione;

bollito-misto-mostardaBollito misto con mostarda è invece un monologo dedicato a Berlusconi e alla guerra in Iraq.

luttazzi_decameronDecameron  è caratterizzato da una forte satira nei confronti della politica reazionaria di Silvio Berlusconi contro il potere della satira.

luttazzisatyricon3fuÈ con Satyricon che Luttazzi raggiunge la popolarità. È andato in onda settimanalmente  in seconda serata su Rai 2 nel 2001. Nonostante i grandi ascolti, con picchi di 7 milioni di telespettatori, la Rai lo ha tolto dal palinsesto. La trasmissione era caratterizzata da un monologo iniziale con battute rivolte maggiormente alla sfera politica. Uno degli episodi che ha fatto più discutere nella storia della TV italiana, è stata l’intervista al giornalista Marco Travaglio che, parlando del suo libro L’odore dei soldi, spiegava ciò che stava emergendo in quel momento in alcuni processi a carico di Marcello dell’Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, e che riguardava anche l’origine delle fortune di Silvio Berlusconi, con la quale aveva cominciato la sua attività imprenditoriale; questa fu la vera causa della sospensione del programma di Luttazzi. Nell’intervista Travaglio rivolge anche delle critiche ai giornalisti italiani e cita il caso dell’ultima video-intervista a Paolo Borsellino, poco prima che venisse ucciso dalla mafia e che tutti i conduttori si erano rifiutati di trasmettere in prima serata. Dopo la messa in onda di Satyricon, Luttazzi, Travaglio e la Rai furono querelati dai legali di Berlusconi, della Fininvest, di Mediaset, di Forza Italia e dell’ ex-ministro Giulio Tremonti, per un totale di dieci cause di risarcimento. Dopo le polemiche seguite all’intervista di Luttazzi a Travaglio su Berlusconi e dell’Utri, il programma venne sospeso per una settimana. Nel 2002, diventato Presidente del Consiglio, Berlusconi metterà all’indice Luttazzi, che da quel momento non fece più programmi in Rai.

Con Satyricon nel 2001, Luttazzi ripropone il talk-show all’americana su Rai 2. Le polemiche si susseguono dalla prima puntata e termina alla dodicesima puntata. L’anno seguente il programma sparisce dai palinsesti Rai; Berlusconi, Mediaset, Fininvest e Forza Italia lo querelano per diffamazione chiedendo un risarcimento pari a 41 miliardi; dopo anni di processi Luttazzi vince la causa. Berlusconi accusa Luttazzi, insieme a Michele Santoro ed Enzo Biagi di fare un uso “criminoso” della tv di stato, attraverso l’Editto bulgaro, chiamato anche editto di Sofia. Questa locuzione è utilizzata nel dibattito politico italiano per indicare una dichiarazione rilasciata nell’aprile 2002 dall’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa in visita ufficiale a Sofia. La fortuna di questa formula editto o diktat bulgaro, che l’ha resa così popolare nella comunicazione politico giornalistica fino a consolidarla come una frase fatta di largo uso nella discussione politica, è sicuramente legata alla sua potenza espressiva: i termini “editto” e  “diktat” sono utilizzati con l’intento di evocare l’idea di un’imposizione da parte di un sistema dittatoriale, come quando furono avviate azioni di censura e controllo della stampa durante il regime bulgaro durante il socialismo, così da rafforzare le critiche mosse al governo Berlusconi di attuare politiche di regime. In questo modo fu sospesa la collaborazione con la Rai di Santoro, Biagi e Luttazzi: del primo fu interrotto il programma Sciuscià e Santoro non fu più impiegato nel palinsesto Rai. Biagi fu sospeso insieme a “Il Fatto”, programma andato in onda dal 1961; nel 2002, la dirigenza Rai decise di cancellare il programma e Biagi fu licenziato. L’annuncio della chiusura del contratto provocò polemiche su tutti i giornali e furono mosse critiche durissime nei confronti dirigenti Rai.

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